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Pordenone Calcio: 7 anni fà ramarri campioni d'Italia; riviviamo lo scudetto neroverde

di Redazione TuttoPordenone
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Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito sempre di più all’evoluzione di piccole realtà calcistiche che, grazie a presidenti facoltosi e ad una programmazione certosina ed oculata, hanno saputo scalare le vette del calcio italiano, raggiungendo risultati sportivi che fino a qualche anno prima sembravano inimmaginabili. La storia recentissima del Pordenone ne è senza ombra di dubbio uno degli esempi più fulgidi, con un lavoro che ha visto la sua esplosione nella stagione 2013-2014 con la conquista del titolo di Campione d’Italia contro tutti i pronostici degli esperti.

Avete letto benissimo, perché il Pordenone in quella stagione è riuscito a vincere lo Scudetto, seppur della categoria Dilettanti. Andiamo a rivivere allora quella stagione straordinaria, con protagonisti sconosciuti alle grandi platee ma che sono le “fondamenta” sulle quali si è poi basata la grande cavalcata dei Ramarri fino alla Serie B.

Innanzitutto la pietra miliare sulla quale si basa tutta la storia recente del Pordenone è sicuramente il Presidente Mauro Lovisa, imprenditore locale che ha saputo mettere in piedi una struttura societaria coesa ed una programmazione che hanno permesso ad una società presa in Eccellenza di combattere per la zona prestigiosa del campionato di Serie B. D’altronde per un uomo che ha vestito i colori neroverdi da giocatore tra Eccellenza e Serie D non poteva esserci remore nel dedicarsi anima e corpo al sogno di un’intera città.

In panchina per la stagione 2013-2014 viene scelto Carmine Parlato, ex difensore roccioso visto soprattutto nei campi di Serie B e Serie C con le maglie, tra le altre, di Avellino, Viterbese, Mantova e Rovigo. A lui il compito di regalare quel sogno chiamato Lega Pro al Pordenone, che l’aveva visto sfuggire l’anno precedente prima nella Regular Season arrivando alle spalle del Delta Porto Tolle (75 punti contro 71) e poi nella semifinale play-off persa in casa per 3-1 contro il Real Vicenza.

Il patron Lovisa nel mercato estivo ed in seguito in quello invernale puntella la squadra praticamente in ogni settore del campo, andando ad acquistare i difensori Stocco dal Delta Porto Tolle, Dionisi e Niccolini dalla Sacilese, Ruopolo dal Mezzolara mentre a centrocampo arriva l’esperto Mattielig dal Mantova. Ma è in attacco che il patron piazza i suoi colpi di prestigio, andando a prendere Lauro Florean dal Calcio San Donà ma soprattutto Denis Maccan dal Brescia, elemento che rimarrà per sempre nel cuore dei tifosi del Pordenone Campione d’Italia.

La stagione regolare vedrà un testa a testa al cardiopalma con il Marano Calcio, squadra del vicentino, che saprà regalare forti emozioni nel girone C di quella Serie D. Alla fine i Ramarri, riusciranno a chiudere in campionato in testa con 85 punti, 2 in più dei rivali vicentini, grazie ad un ruolino di marcia davvero impressionante. Infatti chiuderanno quella stagione regolare con 77 gol fatti e solo 20 subiti, con ben 27 vittorie all’attivo in 34 gare giocate.

L’entusiasmo in città è palpabile visto che la Serie C manca dalla stagione 2002-2003 (per l’esattezza ancora Serie C2) e che prima dell’arrivo della nuova proprietà il Pordenone Calcio aveva addirittura calcato i campi di Prima Categoria; ma il bello deve ancora arrivare, visto che come tutti sappiamo, al termine della Regular Season, le nove squadre vincitrici dei gironi di Serie D si affrontano nella cosiddetta Poule Scudetto, con mini gironi da tre squadre con gare di sola andata, con le vincenti più la migliore delle seconde che passano il turno e si affrontano tra loro in gare di semifinale e finale.

Nella Poule Scudetto A, oltre al Pordenone, ci sono la Giana Erminio (vincitrice del Girone A di Serie D con 73 punti) e la Pro Piacenza (vincitrice del Girone B con 66 punti). Nella prima gara giocata a Piacenza, la “Pro” regola la squadra di Gorgonzola per 3-2. Nella seconda giornata il Pordenone si reca allo stadio “Città di Gorgonzola” e passa in svantaggio nel primo tempo grazie ad una rete di Levati. La squadra di Parlato però non si da per vinta e ribalta la situazione nella ripresa grazie alle reti di Zanardo al 18’ e Florean al 28’. Sfida decisiva per il passaggio del turno quindi giocata contro la Pro Piacenza allo stadio Bottecchia. Partita epica per la storia del Pordenone: i piacentini vanno sul triplo vantaggio già al 26’ del primo tempo grazie alla doppietta di Piccolo ed al gol di Pessagno. Ma a questo punto entra in scena Denis Maccan, il centravanti di scuola Brescia che decide di diventare protagonista dello scudetto nero verde: tripletta e 3-3 che qualifica entrambe le squadre per le semifinali scudetto.

Negli altri due gironi affermazioni della Lucchese (su Ancora e Pistoiese) e Lupa Roma (su Matera e Savoia).

La Lega Nazionali Dilettanti sceglie Arezzo come sede della Fase Finale della Poule Scudetto, in linea con il regolamento che prevede il campo neutro per la disputa della fase decisiva della competizione. Le semifinali sono Pro Piacenza-Lupa Roma e Pordenone-Lucchese.

Sfida davvero al cardiopalma quella che vede opposti i neroverdi friulani ai rossoneri toscani, con uno 0-0 avaro di emozioni che porta inevitabilmente alla serie di tiri dal dischetto per determinare chi va a giocarsi il titolo di Campione d’Italia. Gli uomini di Parlato sono infallibili e vanno in rete con Niccolini, Mateos, Oliveira e Ruopolo mentre per i toscani decisivi gli errori di De Luca e Aliboni ed inutile la rete di bomber Nolè. Il Pordenone è in finale scudetto e dovrà giocarsela contro la Lupa Roma (figlia della storica Lodigiani, terza squadra di Roma) che ha avuto la meglio nell’altra semifinale per 4-3 sulla Pro Piacenza sempre dopo i tiri dal dischetto.

31 maggio 2014, Stadio “Città di Arezzo”. Il Pordenone di Parlato scende in campo con questi 11: Capra, Dionisi, Chimento, Nichele, Niccolini, Ruopolo, Migliorini, Mateos, Maccan, Florean, Buratto.

La partita è spigolosa e sono soprattutto i laziali allenati da Cucciari ad andare vicino al gol prima con Perrulli e poi con Capodaglio che colpisce la traversa su punizione. Ma il destino ha il nome di Denis Maccan che sfrutta un’incursione di Bearzotti (appena acquistato dall’Hellas Verona in Serie A) e con un diagonale lento ma preciso insacca alla sinistra del portiere Di Loreti. Il Pordenone resiste nonostante una doppia inferiorità numerica causata dalle espulsioni di Nichele e Migliorini e un errore clamoroso di Sentinelli che in pieno recupero manda sopra la traversa un colpo di testa a pochi centimetri dalla linea di porta. IL PORDENONE SI LAUREA CAMPIONE D’ITALIA!

Da lì nasce la cavalcata che porterà i friulani nel giro di poche stagioni in Serie B con alla guida Attilio Tesser, a dimostrazione di come la progettualità, l’appartenenza al territorio ed alla squadra e il “non fare mai il passo più lungo della gamba” alla fine fanno realizzare i sogni calcistici anche di piccole realtà come Pordenone.

Tullio Imperatrice

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